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Chi siamo

 

Sono Andrea Tacconi e da ormai 3 anni lavoro nel settore del vino e degli eventi, insieme a mio padre Stefano Tacconi, ex portiere della Juventus e della nazionale.

Selezioniamo solo vini di alta qualità per garantire il meglio ai nostri clienti, ma soprattutto ai nostri amici.

Il vino per noi è compagnia, un momento di relax, di condivisione e, soprattutto, rappresenta l’unione con le nostre terre italiane.

Il nostro progetto è proprio quello di tenere alto il nome e la qualità italiana, il valore del lavoro che sta dietro ad ogni bicchiere di vino e i sacrifici che, generazione dietro generazione, hanno accompagnato numerose aziende vinicole, ottenendo un risultato UNICO.

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LA STORIA DEL VINO:

La storia del vino risale alla preistoria. Infatti, sembra che sia stato prodotto per la prima volta 10.000 anni fa nella zona del Caucaso. Le prime testimonianze archeologiche registrate di presenza della Vitis Vinifera sono state rinvenute: in Cina nel 7.000 a.C, in Georgia nel 6.000 a.C , in Iran nel 5.000 a.C, in Grecia nel 4.500 a.C e in Sicilia nel 4.000 a.C . 

La prova più antica della produzione di vino in modo costante è stata trovata in Armenia ed è collocabile temporalmente intorno al 4.100 a.C., con la scoperta della più antica cantina per la conservazione del vino. Agli armeni, allora, non si deve tanto l’invenzione del vino, quanto il definitivo sviluppo delle coltivazioni e di conseguenza la produzione del nostro amato elisir alcolico. 
Il vigneto e il vino sono stati una parte importante delle società fin dall'Antichità, intimamente associati alle loro economie e cultura popolare tradizionale. Il vino è sinonimo di festività, ubriachezza, convivialità; ha investito di sé il vasto campo dei valori simbolici ed è presente tutt'oggi nella maggior parte dei paesi. La sua esistenza è frutto di una storia lunga e turbolenta.


IL PROCESSO DI VINIFICAZIONE

Il primo passo è la vendemmia delle uve, che avviene di norma da fine settembre con le operazioni di diraspatura e pigiature che avvengono con l'ausilio di un macchinario specifico (diraspapigiatrice). 

A questo punto è necessario far attivare la fermentazione alcolica: per quanto riguarda le uve nebbiolo non tutti i cantinieri usano lieviti selezionati dal momento che l’uva nebbiolo inizia da sola la trasformazione alcolica, purché la temperatura del mosto non sia troppo bassa: di norma si va dai 13 ai 17° C. La prima fermentazione può essere fatta sia in grossi tini di legno, da 30 a 80 ettolitri, sia in vasche d’acciaio verticali. In entrambi i casi si lavora con la massima attenzione per impedire che le vinacce, che salgono naturalmente in alto durante la fermentazione, rimangano asciutte, per impedire la formazione di un sapore di aceto ostacolando la dissoluzione delle sostanze all’interno delle bucce; si procede allora a rimontaggi del mosto tramite pompa e follature, ossia rotture manuali o meccaniche del cappello che tende a formarsi in superficie.
Tale periodo di macerazione (ossia la presenza delle bucce e dei vinaccioli e della fermentazione primaria – ossia la trasformazione degli zuccheri in alcol) può durar dai 10 ai 30 giorni, a seconda delle scelte fatte in cantina. Oggi in alcune cantine viene usato il rotomaceratore orizzontale che, per forma e uso, ricorda una grossa betoniera che permette di accorciare notevolmente il processo fermentativo a pochissimi giorni. Molto importante è durante questo processo mantenere costante la temperatura di fermentazione, che viene ritenuta eccessiva se supera i 35°C., anche perché un tempo, quando questo non era possibile, in vendemmie particolarmente fortunate, si assisteva a un aumento dell’acidità volatile che spesso portava a sentire in vini giovani sentore acetico. Questo era dovuto al fatto che proprio temperature troppo elevate attivavano i batteri acetici che trasformavano lo zucchero non più in alcol ma in aldeide acetica e poi in acido acetico.
Terminata la fermentazione alcolica si passa alla fermentazione malolattica che consiste nella trasformazione dell’acido malico in acido lattico. Ci sono due opzioni: o farla partire subito dopo la fermentazione alcolica o aspettare la primavera successiva. Nel primo caso si procederà a scaldare il vino in vasche termo regolamentate o portando la temperatura della cantina s 20°C. Nel secondo caso si attenderà invece che la temperatura ambientale aumenti progressivamente fino all’estate successiva.
I produttori prestano poi grande attenzione anche alla precipitazione tartarica, che inizia a verificarsi nel tempo quando le temperature sono particolarmente basse. In cosa consiste? I cristalli di tartrato di potassio che si formano nel vino devono essere portati sul fondo dei contenitori ed eliminati con travasi prima dell’imbottigliamento, al fine di evitare la presenza di eccessivi residui sul fondo della bottiglia.